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Google presenta il Centro Sicurezza italiano per YouTube

YouTube non è adatto ai bambini di età inferiore a 13 anni. A fare questa affermazione è lo stesso YouTube all’interno del suo Centro Sicurezza inaugurato ieri. Il nuovo spazio online offre al pubblico (e in particolare ai giovanissimi) una ricca gamma di materiali e informazioni sul web, per promuovere un uso responsabile di internet e dei video in rete.

La vasta offerta di video di YouTube è sicuramente allettante per i giovanissimi. La possibilità di pubblicare i propri video con un clic rischia però di creare problemi, dal cyberbullismo al diritto sulla privacy. Senza moderazione, inoltre, i più piccoli rischiano di incontrare su YouTube contenuti inadatti alla loro età.

Proprio per prevenire questi casi Google ha deciso di lanciare il Centro Sicurezza di YouTube, con una attenzione al crescente fenomeno del bullismo. Il Centro Sicurezza YouTube nasce in collaborazione con l’associazione Save the Children che, con il progetto Stop.it, dal 2002 lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori su Internet e tramite Internet. Sono inoltre coinvolti nel progetto: 114 Emergenza Infanzia per gli abusi sui minori, Telefono Azzurro per le molestie, bullismo e cyber bullismo e la Polizia Postale per le sezioni protezione degli adolescenti, furti di identità e phishing.

Fonte:
l’articolo di OneGoogle dedicato al Centro Sicurezza di YouTube

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web@lfemminile: Buongiorno presenta la nuova campagna educativa sul cyberbullismo

alfemminile

Oggi web@lfemminile presenta l’anteprima del video di presentazione della campagna di Buongiorno sul cyberbullismo volto ad educare i ragazzi e le ragazze ad un uso responsabile della tecnologia.

Il video ha l’obiettivo di aiutare i più giovani (e le ragazze in particolare) ad agire consapevolmente ed in sicurezza anche con il cellulare e Internet. Il video ed i testi relativi al cyberbullismo o anche bullismo informatico sono parte di un innovativo prodotto educativo a cura di Buongiorno, che comprende un manuale multimediale realizzato nelle scuole medie inferiori e superiori di Milano, con la collaborazione di docenti e alunni.

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Come difendersi dal bullismo su internet: i consigli della Polizia

La Polizia ci insegna come difendersi dal bullismo in rete. Sul suo sito ufficiale, la Polizia di Stato ha pubblicato una serie di suggerimenti per genitori, insegnanti e ragazzi. L’obiettivo è evitare le prevaricazioni dei bulli e arginare un fenomeno sempre più preoccupante.

Le vittime dei soprusi, sottolinea la Polizia, parlano raramente con gli adulti delle violenze che subiscono. Si chiudono in sé stessi, esitano a raccontare le proprie giornate, sorvolano su quei fatti che per loro rappresentano una perenne condizione di sofferenza.

Per questo l’intervento della famiglia è considerato determinante. Mamme e papà devono imparare a comprendere il proprio figlio più di quanto egli sappia fare da solo. Per riconoscere i segnali di un eventuale disagio, per evitare che rimanga vittima del fenomeno, ma anche per impedire che a trasformarsi in bullo possa essere un giorno proprio il loro bambino.

Nella serie di consigli rivolti ai genitori, la Polizia suggerisce di aumentare l’autostima dei nostri figli, insegnare ai ragazzi a saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità, comunicare in modo sincero, essere capace di identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri comportamenti, prendere esempio da ciò che si vede a casa.

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Cyberbullismo e pericoli del web: il sondaggio e la campagna informativa del MOIGE

Non cadere nella rete! È questo il consiglio dato dal MOIGE ai bambini Italia con la nuova campagna informativa intitolata appunto Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web (qui il sito web). L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Symantec, con la Polizia delle Comunicazioni e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, cercherà di portare nelle scuole una maggiore consapevolezza sulle minacce del web.

In occasione della presentazione della campagna di informazione sono stati presentati anche i risultati di un’indagine realizzata dalla SWG. Il 52% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni fa uso di internet quotidianamente. Il 44% usa l’email mentre il 63% usa l’instant messaging. Il 47% dei ragazzi gioca online e il 48% scarica musica e video.

Aumenta il numero di genitori che accompagnano i figli online: il 64% delle famiglie contro il 47% nel 2006. Mamma e papà sembrano infatti preoccupati delle attività dei figli online, dalla possibilità di imbattersi in contenuti inadatti e rischiosi (per l’83%) agli incontri indesiderati (55%), fino ai virus informatici (il 36%).

Come difendersi? Il 97% ha dato ai figli consigli, mentre il 59% dei genitori ricorre a sistemi di parental control.

Fonte:
l’articolo di Punto Informatico sulla campagna di informazione del MOIGE

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Internet: i rischi per i bambini sono sovrastimati, la vera minaccia sono i coetanei

Internet fa paura ai genitori. Spesso il web viene considerato come un territorio insidioso per i bambini, ma questi timori sono però in parte ingiustificati. L’Internet Safety Technical Task Force dell’università di Harvard ha pubblicato uno studio in cui sostiene che i rischi a cui i bambini sono esposti online non sono particolarmente diversi da quelli che devono affrontare offline.

“I minori non sono ugualmente a rischio online”, spiega lo studio. “Quelli più in pericolo spesso hanno atteggiamenti rischiosi e hanno difficoltà in altre parti della loro vita”. Inoltre a minacciare la tranquillità dei piccoli utenti sono spesso i coetanei: il cyberbullismo e le molestie da altri ragazzi sono il problema più frequente che affrontano i bambini online.

John Philips, membro della ‘Internet Safety Technical Task Force e dirigente di Aristotle, sostiene però che puntare il dito contro gli altri bambini non basti: “Genitori e figli devono essere più attenti, ma anche l’industria deve fare di più per proteggere i minori dai molestatori”.

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Un nuovo studio svela il rapporto tra bambini americani e internet

I bambini americani sono sempre più entusiasti di internet, mentre i genitori stanno all’erta sui pericoli della Rete. Un nuovo studio di Cox Communications e del National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC) fa il punto sull’impiego delle nuove tecnologie da parte dei più piccoli negli Stati Uniti.
Ecco alcuni dati emersi dallo studio:

- a 7 anni il 60% dei bambini naviga online. La percentuale sale al 90% tra i bambini di 9 anni;
- la maggior parte dei tweens – i bambini tra 8 e 12 anni – trascorre su internet 2 ore al giorno;
- lo strumento più usato dai bambini è la posta elettronica: il 42% dei bambini tra gli 8 e i 10 anni e il 71% di quelli tra gli 11 e i 12 anni ha un proprio indirizzo email personale;
- il 34% dei ragazzi tra gli 11 e i 12 anni ha un profilo su un social network;
- il 73% dei tweens afferma che i genitori hanno parlato loro della sicurezza online;
- solo il 2% dei bambini intervistati non ha restrizioni da parte dei genitori sull’uso del web. Circa il 70% ha limiti di tempo, mentre il 51% non ha un accesso a internet dalla propria cameretta.
- il 67% dei bambini tra 8 e 12 anni dice di non aver mai inserito informazioni personali su internet;
- il 28% dei tweens dichiara di essere stati contattati online da uno sconosciuto. Fra questi il 18% non ne ha parlato con nessuno e solo l’11% ha risposto allo sconosciuto, ma ben pochi hanno incontrato nella vita reale questo contatto virtuale.
- il 22% dei bambini dichiara di avere amici che sono stati vittime di bullismo online.

Fonte:
l’articolo di PCMag sullo studio di Cox Communications e Missing Kids

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Cyber-bullismo: quando i bulli sul web sono bambini

Ritratto del cyber-bullo medio: possiede un computer e un cellulare, è in grado di usarli con grande dimestichezza e… ha 7 anni! Non solo adolescenti dunque: sempre più frequentemente sono i bambini ad essere protagonisti di episodi di cyber-bullismo. Questo è quanto è emerso dal convegno “Bullismo: sos strategie preventive ed intervento sul territorio” organizzato al Sanit, il forum internazionale della Salute in corso a Roma.

“A partire dai 7 anni il 90% dei bambini ha un computer”
, ha sottolineato Vicenzo Mastronardi, criminologo clinico dell’Università La Sapienza di Roma, presentando un’indagine condotta da Eurispes e Telefono Azzurro sul bullismo. Quindi è molto probabile che nei prossimi anni pratiche già diffuse tra i giovanissimi come il bullismo si trasferiscano anche online. I nuovi bulli colpiscono anche via email, chat o sms.

Rimane però la scuola il luogo in cui si consuma il maggior numero di episodi di bullismo. Un caso su due si consuma dunque tra i banchi di scuola, mentre a seguire con il 26,4 % dei casi è la strada. L’età dei bulli si abbassa, secondo l’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro: si stanno verificando episodi già all’asilo. Contrariamente ai teenager, che raramente denunciano gli episodi di bullismo, il 36% dei bambini vittime di bulli ne parlano con i genitori.

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In Giappone un piano per limitare l’uso dei cellulari e del web da parte dei bambini

Il Giappone lancerà un programma di sensibilizzazione rivolto alle famiglie e alle scuole per limitare l’accesso a internet da parte dei bambini attraverso il cellulare. I piccoli giapponesi sono sempre più cellulare-dipendenti: secondo il Ministero dell’Istruzione più di un terzo dei bambini tra i 7 e i 12 anni possiede telefonini che permettono di connettersi a internet e trascorrono diverse ore al giorno inviando e ricevendo email. I genitori giapponesi si dichiarano preoccupati, perché l’accesso al web via cellulare è per loro più difficile da monitorare di quello via computer.

L’obiettivo del piano presentato al Primo Ministro giapponese Yasuo Fukuda è di evitare che i bambini accedano a contenuti inappropriati presenti online, ma anche di mettere un freno al proliferare di episodi criminali su internet che hanno per protagonisti i minori. Negli ultimi mesi in Giappone la cronaca si è infatti occupata in più occasioni di storie in cui bambini delle scuole elementari erano vittime di cyberbullismo o molestie via chat.

Il programma si propone innanzitutto di sensibilizzare i genitori e gli insegnanti sul tema, invitandoli a porre rigidi limiti sull’uso dei cellulari da parte dei loro bambini. Poi, il Giappone farà pressione sulle aziende produttrici di cellulari per far sì che vengano messi sul mercato sempre più telefoni a misura di bambino che permettano solo di fare telefonate.

Fonte:
l’articolo di Yahoo! News sul programma di prevenzione sull’uso dei cellulari in Giappone

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Stop cyberbullismo, il sito per imparare la buona educazione online

Stop cyberbullismo

Da qualche tempo una nuova parola compare sempre più spesso negli articoli di cronaca che hanno per protagonisti bambini e adolescenti: cyberbullismo. Oggi i bulli non colpiscono solo in classe ma anche su internet. Crescono infatti gli episodi in cui si usano informazioni digitali e nuovi dispositivi di comunicazione per effettuare azioni di bullismo o molestare in qualche modo un bambino o un teenager.

Per dire basta al bullismo online nasce Stop cyberbullismo, un sito per per promuovere una cultura responsabile nella fruizione delle nuove tecnologie. Stop cyberbullismo è un’iniziativa che mira a sensibilizzare i ragazzi a un uso consapevole delle nuove tecnologie.

Il sito nasce dalla collaborazione tra Microsoft Italia (già attiva nell’educazione online con i progetti futuro@femminile, dedicato all’uso delle tecnologie a favore delle donne, e Sicuramente Web, dedicato alla sicurezza in Rete) e Buongiorno (leader del digital entertainment). Da segnalare la sezione Focus On, curata da Telefono Azzurro, con informazioni anche per i genitori sul fenomeno del bullismo.

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TeachToday aiuta gli insegnanti a spiegare internet ai ragazzi

TeachToday

Aiutare i docenti a insegnare l’uso delle nuove tecnologie ai ragazzi. Questo è l’obiettivo di TeachToday, il sito lanciato da quattordici società europee, tra operatori mobili, content provider, social network e internet provider. Sul sito saranno disponibili contenuti che spiegano come incoraggiare le nuove generazioni a un uso responsabile e sicuro di internet.

Disponibile in inglese (e tra poco in italiano, ceco, francese, tedesco e spagnolo), TeachToday presenta programmi per lezioni, casi di studio, ricerche, informazioni per stare al passo con i cambiamenti nel mondo delle nuove tecnologie.

Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione di European Schoolnet, un network di 25 Ministeri dell’Istruzione in giro per l’Europa. “Le nuove tecnologie hanno portato grandi benefici per i bambini e gli adolescenti, ma temi come la sicurezza online, il cyber-bullismo e la privacy causano molta preoccupazione”, ha detto Marc Durando, direttore esecutivo di European Schoolnet. “Gli insegnanti hanno bisogno del know-how per affrontare queste problematiche in classe”.

Le aziende che hanno promosso TeachToday sono: AOL, BEBO, Buongiorno, Facebook, Google, GSMA Europe, Microsoft, MySpace, Orange, O2/Telefonica, Telecom Italia, T-Mobile, Vodafone e Yahoo! Europe.

Fonte:
l’articolo di Hoy Tecnologìa su TeachToday

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