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ClickSicuro, internet protetto per i bambini

La Charging ha recentemente presentato ClickSicuro, un nuovo software che consente ai bambini di navigare in acque sicure, lontano dai contenuti pedo-pornografici, pericolosi o comunque non adatti alla loro età.

Riccardo Navarra, amministratore delegato di Charging, ha spiegato alla stampa le principali caratteristiche di questo sistema e quali sono gli strumenti d’aiuto per i genitori e gli educatori che desiderano una navigazione sicura per i propri figli.

Tra le attività di controllo che possono essere utilizzate dagli utenti adulti, anche senza la necessità  di particolari abilità informatiche, sono presenti: la possibilità di stabilire le regole e i tempi di navigazione, la memorizzazione dei dettagli di navigazione, l’essere informati via SMS ogni volta che al bambino capiti di violare le regole da loro impostate.

E’ da precisare che ClickSicuro non nasce con l’obiettivo di ostacolare l’esigenza di utilizzo della Rete dei bambini e degli adolescenti. Vuole solo dare l’opportunità di educarli e responsabilizzarli ad una navigazione sicura, tenendo conto della loro necessità di informazioni e divertimento.

Il software si potrà scaricare ad un prezzo contenuto dal sito www.clicksicuro.it e in seguito da quello del ministero dello Sviluppo economico. Una quota del margine del prodotto va a finanziare le Associazioni che quotidianamente sono impegnate a tutelare i minori dalle insidie legate alla pedofilia e alla pedo-pornografia.

Fonte: l’articolo de ilgiornale.it

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Internet: ONU studia linee guida per protezione minori

Tramite il segretario generale per l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di telecomunicazioni, Hamadoun Toure, l’ONU annuncia di aver dato via alla stesura delle sue linee guida per proteggere i bambini che utilizzano internet dalle possibili molestie sessuali, dal cosiddetto cyber-bullismo e dal commercio online.

In particolare, sondaggi recenti hanno rivelato che è oltre il 60% degli adolescenti, che naviga sul web e usa le chat, a diffondere informazioni personali di cui s’impossessano gli operatori commerciali che li invogliano al commercio online.

Uno degli esperti consultati, Dieter Carstensen, dell’organizzazione Save the Children Fund, che si occupa della questione, ha detto che la miglior forma di protezione per i ragazzi rimane quella di informarli su ciò che accade sul web, e invita gli adulti a educarli a porre da sé i propri limiti nei contatti online.

L’ONU chiede anche la predisposizione, a livello nazionale, di un registro delle persone che hanno commesso gravi abusi su internet, limitando loro l’accesso al web. Altre linee guida verranno revisionate a giugno e pubblicate definitivamente  il prossimo ottobre.

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Internet: il database on line inglese dei bambini

Tra i numerosi argomenti che interessano i rapporti fra privacy e internet, non ultimo è quello che ha tenuto banco in Inghilterra sulla creazione di un database on line, chiamato ContactPoint, che contiene i dati di 11 milioni di minorenni inglesi.

Attraverso di esso saranno messe a disposizione, in maniera immediata e diretta, le informazioni riguardanti bambini e ragazzi, allo scopo di intervenire con tempestività negli aspetti della loro vita che richiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni in campo socio-assistenziale. 


L’accesso a questo database sarà esclusivamente disponibile agli ambiti sociali o educativi. Le persone che richiedono l’acquisizione dei dati dovranno dimostrare comunque validi motivi per usufruirne. Prima ancora dovranno partecipare a corsi di formazione alla sicurezza in rete, per evitare che nessuna delle informazioni acquisite possa anche accidentalmente passare a terzi indesiderati.

Lo scopo di monitoraggio sociale attraverso la creazione del database è sicuramente nelle migliori intenzioni di chi lo ha ideato. Tuttavia i dubbi sulla violazione della privacy rimangono aperti e spingono nuovamente a riflettere sui possibili rischi nei quali certi sistemi di sicurezza potrebbero incorrere.

Fonte: articolo da trackback

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La UE contro i social network: la privacy dei minori è una priorità

La privacy (in particolare quella dei bambini) deve diventare una priorità per i social network. A lanciare l’appello è Viviane Reding, Commissaria europea per la società dell’informazione e i media.

In un video pubblicato sul suo sito la Reding afferma: “Penso che almeno i profili dei minorenni debbano essere automaticamente classificati come “privati” e resi inaccessibili ai motori di ricerca. La Commissione europea ha già chiesto ai siti di socializzazione di riservare una particolare attenzione ai profili dei minorenni, prevedendo un codice di autoregolamentazione. Sono tuttavia pronta a imporre nuove regole in materia, se necessario”.

La Commissione è pronta ad agire per difendere questo diritto. L’Unione Europea prenderà provvedimenti se gli Stati non attueranno le norme sulla privacy e sull’obbligo del consenso per l’uso dei dati personali. A questo proposito, proprio ieri è stata aperta una procedura d’infrazione contro la Gran Bretagna per conformare la legislazione alle regole comunitarie in tema di privacy dei dati on line.

Per approfondire:
il PDF con il messaggio di Viviane Reding sulla privacy online

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